Francesco's profileFrancesco AngeloPhotosBlogListsMore Tools Help

Francesco Angelo

Improvvisare,adattarsi e raggiungere lo scopo!

Francesco C

Occupation
Location
Interests
AMANTE DELLA SINCERITA' ED ESTIMATORE DELLE PERSONE CHE SANNO COS'E' L'AMICIZIA!!!
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
by 
No list items have been added yet.

Windows Media Player

Video

http://video.google.it/videoplay?docid=406459501229145749

Custom HTML

http://youtube.com/watch?v=02MTpcq2RF0
 

Image Hosted by ImageShack.us

Image and video hosting by TinyPic

PPC ROI

MARIO WORLD Game

Loading...

Meteo Italia Foreca

Loading...

Ciao,a chi per sbaglio,o per curiosita' sia entrato in questo spaces,gli chiedo di lasciare un commento.... spero tendente al positivo,ma anche al negativo lo accetterei se costruttivo!!!! Che dire,grazie e aspetto vostri pareri!!!

                                   chiccofun@hotmail.it

p.s.benvenuto nel mio space!!

Please wait...
Sorry, the comment you entered is too long. Please shorten it.
You didn't enter anything. Please try again.
Sorry, we can't add your comment right now. Please try again later.
To add a comment, you need permission from your parent. Ask for permission
Your parent has turned off comments.
Sorry, we can't delete your comment right now. Please try again later.
You've exceeded the maximum number of comments that can be left in one day. Please try again in 24 hours.
Your account has had the ability to leave comments disabled because our systems indicate that you may be spamming other users. If you believe that your account has been disabled in error please contact Windows Live support.
Complete the security check below to finish leaving your comment.
The characters you type in the security check must match the characters in the picture or audio.
luciawrote:
cacchio...però poi nn te l'ho lasciato più! intronata come sempre!!!
one kiss more.
Lu.
Oct. 20
luciawrote:
uhm....ciao A bocca aperta io sono lucia! Mi sono trovata per casissimo nel tuo space...cercavo un uomo....
bbbbhuahahahhaha!!! cmq se ti va di visitare il mio, basta mandarmi l'avviso di autorizzazione e sarò ben lieta di aprirtelo...ad ogni modo ti lascio il contatto msn....qualsiasi cosa, tra italiani ci si può sempre aiutare.Animoticon
Un beso.
Kiss.
Lullu!
Oct. 20
MarZia ZuPiwrote:
Ciao...
sono passata di qua per caso...
quindi ti lascio un salutino!
Feb. 10
.wrote:
Ciao Francesco, complimentoni per il Blog....davvero carino!
Ci sentiamo presto, buona giornata! Daly.
Feb. 5
Maria Venerewrote:

Image and video hosting by TinyPic

Un angelo è la bellezza del creato,

che riempie le nostre vite ogni momento,

ci è sempre accanto anche quando non lo vogliamo,

non ci lascia mai,

compagno di viaggio da che nasciamo,

per volere di Dio,

egli ci guida ci ascolta,

e riporta al Padre ogni piccola cosa bella che riusciamo a fare,

ogni piccola nostra conquista è per lui gioia immensa,

si ratrista insieme a noi,

gioisce con noi,

piange se noi piangiamo,

e poi silenzioso e umile ripone ogni cosa ai piedi del Santo....

queste pagine piene d'amore,egli le pone ai piedi Dell'altissimo,

dono soave,

e rinasce nel cuore la forza di lottare,

quando ti senti sola/o,

smarrita/o e non sai che fare,

apri le braccia e lasciati andare,

la dolcezza del Signore riempirà il tuo cuore,

quando ti senti disperata/o,

alza lo sguardo e pensa,

pensa alla sofferenza di Cristo nella passione,

e chiediti,

vale la pena soffrire oggi per avere la vita eterna domani?

Le sofferenze che a volte abbiamo noi,

servono per dare ai nostri figli una vita migliore,

è dolore, angoscia, tristezza,

svaniscono se chi amiamo è felice,

lasciamo che in questo Santo Natale la forza dell'amore divino ci riempia di pace,

quella pace che viene solo dal cielo....

prego Iddio che porti a tutti un mondo di bene e serenità,

che nella notte incantata e Santa  possiamo tutti  trovare la felicità sognata,

il benessere  non solo materiale,ma cosa più importante quello spirituale,

lavorano forse gli uccelli del cielo?

Tessono i fiori sui campi?

Eppure guardate come sono,

gli uccelli ci regalano il loro canto mattutino,

i fiori la loro bellezza e il loro profumo,

a maggior ragione egli darà ai suoi figli ciò che essi chiedono,

se chiesto con cuore retto e sincero,

se in essi non vi è menzogna,ipocrisia e falsità,

chiedete e vi sarà dato,

a chi  chiederà nel nome del Figlio prediletto,

Dio non negherà nulla se chiesto con cuore retto.......

Ciao passo a salutarti,e speriamo vada tutto bene in questo nuovo Natale...................un abbraccio Mary
Dec. 20
Photo 1 of 142
August 21

vite parallele

 

 

Sono state rilevate analogie incredibili tra vicende umane totalmente estranee tra loro. Dalla storia delle due donne di nome Edna, come da quella dei due presidenti Lincoln e Kennedy, si ricava la certezza che vi sono coincidenze troppo precise per essere casuali. Forse ciascuno di noi ha un "sosia", un altro che vive la nostra stessa vita come la fotocopia di un disegno già tracciato nel grande libro del destino.

Lo studioso J. Goodavage è riuscito a raccogliere, in molti anni di lavoro, numerose vicende degne di essere analizzate a fondo. Egli ha infatti, in diversi casi, riscontrato un notevole parallellismo tre le vite di persone, anche molto lontane tra loro, o comunque che ignoravano ognuna l'esistenza dell'altra. Le coincidenze prese in esame sono a volte davvero sorprendenti, non rientrano nel normale ordine delle cose. Goodavage, nel suo libro "Astrology: The Space Age Scienze", racconta, ad esempio, di numerosi aspetti in comune tra la vita e la morte di due individui: Donald Chapman e Donald Brazill, entrambi nati il 5 settembre del 1933, il primo, nella cittadina di Eureka e, il secondo, a Ferndale in California.

Una domenica mattina del 10 settembre 1956, esattamente cinque giorni dopo il compleanno di Chapman e di Brazill, i due giovani guidavano la propria auto sulla statale 101 a sud di Eureka e ritornavano alle proprie abitazioni. Avevano riaccompagnato le proprie fidanzate, ciascuna delle quali risiedeva nella città dell'altra, quando, improvvisamente, si scontrarono frontalmente con le proprie auto morendo sul colpo. I certificati di morte indicano che tutti e due morirono per le gravi ferite riportate alla testa.

Un caso altrettanto evidente di parallelismo, narrato sempre da Goodavage, riguarda due donne nate nello stesso giorno e aventi lo stesso nome ma senza alcun rapporto di parentela: Edna Hanna e Edna Osborne. Nel 1939, nell'ospedale di Hackensack nel New Jersey, tutte e due partorirono, nello stesso istante, due bambine, a cui diedero lo stesso nome: Patricia Edna. Goodavage, interrogate le due donne, scoprì dell'altro.


I loro mariti svolgevano lo stesso lavoro ed erano proprietari di un'automobile della stessa marca e di identico colore. Entrambe le coppie si erano sposate esattamente tre anni e mezzo prima, nello stesso giorno. I due uomini erano nati nello stesso anno, mese e giorno; identica circostanza per le loro mogli. Le due donne avevano i capelli castani e gli occhi azzurri, la stessa altezza e lo stesso peso. Entrambe le coppie avevano comprato nello stesso giorno un cane a cui avevano dato il nome di Spot.

Esistono molti altri casi ancora in cui le vite di alcuni individui presentano somiglianze impressionanti. L' 8 novembre del 1981 "Il Giornale d'Italia" riportò un fatto incredibile relativo alla morte contemporanea di due fratelli. Ada e Guido P. cessarono di vivere alla stessa ora, in circostanze analoghe e per cause identiche. I fratelli morirono l'uno distante dall'altro circa 300 chilometri. Il professore Guido P. docente alla "Normale" di Pisa con la sua "127" nei pressi di Pisa, causa un probabile malore, perde il controllo dell'auto e va a schiantarsi contro un albero. Soccorso, muore prima di arrivare in ospedale, sono le tredici. Alla stessa ora, a Milano, sua sorella Ida, pure insegnante, mentre guida la sua auto veniva colta da un malore e andava a sbattere violentemente contro un albero, morendo.

Non meno sconcertante è il caso narrato dal professor T. Bouchard dell'Università del Minnesota sul "Corriere del Medico" del 12 giugno del 1980. I gemelli Jim Springer e Jim Lewis erano stati adottati da due famiglie dell'Ohio e nessuno dei due sapeva dell'esistenza dell'altro. Entrambi si laurearono in legge e iniziarono a lavorare part-time come aiuto sceriffo. Tutti e due scelgono la Florida per trascorrere le ferie. Acquistano un cane che chiamano Toy. Le loro mogli si chiamano, entrambe, Linda. Divorziati, sposano due ragazze di nome Betty. I figli si chiamano James Allan. Fumano le stesse sigarette e si intendono tutti e due di falegnameria.

Le foto del diavolo
Un altro fatto che merita di essere raccontato si è verificato recentemente in Germania. Franz Block, un professore tedesco, si è accorto con raccapriccio di essere venuto in possesso, casualmente, di una macchina fotografica, che getta il malocchio alle persone ritratte con essa. Il signor Block ha scoperto che dei dieci amici fotografati: sei erano morti in incidenti stradali, uno in un incendio, due annegati mentre erano a pescare con la barca e il decimo morto strozzato da un ossicino del pollo che stava mangiando.

La scoperta più agghiacciante il professore l'ha fatta quando, indagando per curiosità su uno dei tanti passanti che apparivano per caso sulle foto, ha saputo che era stato stroncato, due giorni dopo la foto, da un'emorragia cerebrale. Franz Block ha subito donato l'apparecchio fotografico ad alcuni studiosi di parapsicologia e, terrorizzato, ha detto: "Questa macchina fotografica è stata fabbricata dal diavolo in persona e viene direttamente dall'inferno".

Abramo Lincoln e John Fitzgerald Kennedy
Misteri analoghi a quelli finora raccontati costellarono persino la vita e la morte dei presidenti americani Abraham Lincoln (1809-1865) e John Fitzgerald Kennedy (1917-1963). Si racconta inoltre che Lincoln appaia sempre alla vigilia della morte di un altro presidente e pare, infatti, che sia apparso anche a John Kennedy il giorno prima di partire per Dallas, sua ultima fatale visita. Tantissime e straordinarie furono le coincidenze, che costellarono la vita e la morte di questi due presidenti. Troppe, per essere sbrigativamente attribuite al caso.

Innanzitutto, Lincoln venne eletto presidente nel 1860. Kennedy, esattamente 100 anni dopo, nel 1960. Lincoln fu ucciso di venerdì, alla presenza della moglie. Anche Kennedy venne assassinato mentre era al fianco di sua moglie, e di venerdì. Ad entrambi i presidenti spararono, e tutti e due furono colpiti da dietro e alla nuca. Subito dopo l'attentato, ricevettero i primi soccorsi dalla propria moglie. Lincoln e Kennedy morirono senza riprendere conoscenza.

Oltre ai particolari della morte in comune, ne esistono altri. La moglie del presidente Lincoln perse un figlio, mentre risiedeva alla Casa Bianca. La stessa cosa accadde alla moglie di Kennedy. Sia Lincoln che Kennedy avevano avuto 4 figli e, al momento della loro uccisione, solo 2 di questi erano vivi. Il vice di Lincoln si chiamava Johnson ed era nato nel 1808. Il vice di Kennedy si chiamava, pure, Johnson ed era nato nel 1908, a distanza di 100 anni esatti dall'altro.

L'assassino di Lincoln si chiamava John Wilkes Bootk ed era nato nel 1839. L'assassino di Kennedy, Lee Harvey Oswald, era nato nel 1939, 100 anni dopo l'altro. E', pure, perlomeno curioso osservare che la somma delle lettere che compongono nome e cognome dell'assassino di Lincoln dà 15 come totale e così è anche per l'assassino di Kennedy.

Ma le coincidenze straordinarie non finiscono qui. John Wilkes Booth e Lee Harvey Oswald erano entrambi sudisti. Tutti e due i presidenti avevano condotto aspre battaglie per i diritti civili dei negri: Lincoln con il Proclama di Emancipazione e Kennedy con la legge sui Diritti Civili. Al momento dell'attentato Lincoln e Kennedy si trovavano assieme, oltre alle proprie mogli, ad una coppia di amici. Per quanto riguarda le coppie di amici, le donne rimasero illese, gli uomini furono feriti dagli attentatori (il maggiore Rathbone nel 1865 e il governatore Connally nel 1973).

Il segretario di Lincoln si chiamava Kennedy e cercò di dissuadere il presidente dall'andare a teatro quella sera. La segretaria di Kennedy si chiamava Lincoln e, anche lei, tentò di convincere il presidente a non andare a Dallas. Un altro fatto abbastanza singolare è che il marito della donna si chiamava Abraham, come Lincoln. Quando avvenne l'attentato, Kennedy stava attraversando le vie di Dallas su un'auto - guarda caso - di marca Lincoln, prodotta dal gruppo Ford. Booth assassinò Lincoln in un teatro e si rifugiò in un magazzino. Oswald sparò a Kennedy da un magazzino e si rifugiò in un teatro. Booth spirò 11 giorni dopo Abramo Lincoln, entrambi alle 7,20 del mattino. Oswald morì 48 ore dopo Kennedy, pure, alla stessa ora, le 13. A Lincoln successe Andrew Johnson e a Kennedy Lindon Johnson. Durante il loro ultimo anno di presidenza, sia Andrew sia Lindon Johnson furono travolti da uno scandalo politico, che impedì loro di candidarsi per un nuovo mandato.

Alcuni studiosi attribuiscono ai numeri particolari poteri. Vi sono strabilianti casi di ciclicità storica. Mouèsan de la Villoret enuncia, al proposito, sette leggi. La prima afferma che esiste "...un rapporto costante fra il numero effettivo dei capi di uno Stato o dei principi di una dinastia e la somma delle cifre, sia della prima, che dell'ultima data o delle due riunite".

Studiando la dinastia dei Merovingi, Mouèsan de la Villoret scoprì che l'incoronazione di Clodione, primo re, si verificò nell'anno 427, che, sommato a sé stesso, (4+2+7) dà 13 e che anche quella dell'ultimo re, Childerico II, che avvenne nell'anno 670, (6+7) dà ancora 13. I re Merovingi furono 13.

Un altro enunciato afferma che, capovolgendo la data iniziale di una monarchia, si ottiene l'anno della sua fine. Ad esempio, l'anno d'inizio dei Carolingi: il 789 invertito ci dà l'anno dell'estinzione della monarchia carolingia. Il dogato di Venezia ha inizio il 697; invertendo l'anno in questione si ottiene quello della sua fine: 1796.

Il numero 3 influenzò, con insistenza, la vita del principe Bismark. Egli, infatti, servì 3 sovrani, combattè 3 guerre, fu l'artefice della stipulazione di 3 trattati di pace, rese possibile l'incontro di 3 inperatori e preparò la Triplice Alleanza. I simboli araldici del suo casato furono le foglie del trifoglio e 3 foglie di quercia col motto "In trinitate rebur". Ebbe, ancora, 3 figli, 3 possedimenti e controllò 3 partiti: i conservatori, i liberali e gli ultramontani.

In relazioni a certi cicli, che segnano eventi luttuosi, vi è un esempio molto illuminante ci viene dalla storia dei re d'Inghilterra. Sto parlando del "sabato nero" della monarchia inglese. Un sabato, il 18 marzo del 1702, morì Guglielmo II. Un sabato, l'1 agosto del 1704, trapassò la regina Anna. Anche di sabato, il 10 giugno 1727, morì Giorgio I° e, sempre di sabato, il 25 ottobre 1760, si spense Giorgio II°. Di sabato morì anche Giorgio III°, era il 30 gennaio 1820. Ancora di sabato, il 26 giugno 1830, morì Giorgio IV. Identica sorte toccò ad Eduardo VII, quando morì era sabato 7 maggio 1910.

Numeri e date sconcertanti
J. G. Bourgeat illustra un interessante esempio di queste sottili relazioni, a dir poco singolari, fornendo un eclatante esempio col numero 539. Riassumo lo studio di Bourgeat, che, a sua volta, trae dal libro "Ricerche sulle funzioni provvidenziali delle date e dei nomi negli annuali di tutti i popoli":

Sommando all'anno di nascita di Luigi IX, (23 aprile) 1215, il numero 539 otteniamo l'anno di nascita di Luigi XVI, (23 agosto) 1754. Addizionando il 539 al 1225, anno di nascita della sorella di Luigi IX, Elisabetta, otteniamo 1764, che è l'anno in cui nacque la sorella di Luigi XVI, pure di nome Elisabetta. Aggiungendo il 539 all'anno della morte, il 1226, del padre di Luigi IX, Luigi VIII, otteniamo 1765, che è l'anno di morte del padre di Luigi XVI, Luigi (Delfino).

Effettuando la stessa operazione per l'anno di matrimonio di Luigi IX, il 1231 (1231+ 539) otterremo come totale 1770, che è l'anno di matrimonio di Luigi XVI. Addizionando 539 al 1225, anno della maggiore età e del governo personale di Luigi IX, otteniamo 1774, che corrisponde all'anno dell'avvento di Luigi XVI. Il 1243, anno in cui Luigi IX stipulò una tregua con Enrico III, sommato a 539 dà come totale 1782; anno in cui Luigi XVI iniziò i preliminari della pace con Giorgio III.

Nel 1249 un nobile orientale, con un ambasciatore, fece sapere a Luigi IX di volersi convertire al cristianesimo. Addizionando all'anno in questione 539 otteniamo 1788, che corrisponde all'anno in cui un ambasciatore d'Oriente annunciò a Luigi XVI che il suo principe desiderava abbracciare la religione cristiana. Il 1250, anno della prigionia di Luigi IX e dell'abbandono dei suoi, sommato al 539 dà come totale 1789, che corrisponde all'anno della prigionia di Luigi XVI (5 e 6 di ottobre) e dell'abbandono dei suoi.

Aggiungendo 539 al 1253, anno della morte della madre di Luigi IX, la regina Bianca, otteniamo 1792 che è pure l'anno della morte del regno di Lys, detta anche morte della monarchia bianca. Nel 1254 Luigi IX abbandonò il mondo per farsi Giacobino e, sempre nello stesso anno, visita la Maddalena in Provence. Sommiamo l'anno in questione al 539 e otteniamo 1793, anno in cui Luigi XVI è preso dai Giacobini e condotto al patibolo. Viene inumato nel cimitero della Maddalena dove fu portato dai Provenzali chiamati Marsigliesi.

Certi numeri sembrano davvero avere strane relazioni con la vita delle persone. E' il caso della vita di padre Pio, tutta costellata misteriosamente dal numero 5. Egli nacque il 25/5/1887 alle 5 pomeridiane. L'anno della sua nascita cadeva nel quinto centenario di quella di san Francesco, perciò fu chiamato Francesco. Il paese del santo, Pietrelcina, allora contava 5 mila anime. I genitori Orazio Forgione e Maria Giuseppa De Nunzio ebbero in tutto 5 figli. Entrato nell'Ordine dei Cappuccini prese il nome di San Pio V, la cui festa cade il 5/5. Ordinato sacerdote a maggio (ancora 5) del 1910 rimase a Pietrelcina per 5 anni, poi partì per la prima guerra mondiale. Nell'anno 1918 fu mandato al convento di San Giovanni Rotondo, in cui vi erano 5 sacerdoti e gli fu assegnata la cella n. 5. Gli fu data la pensione di guerra di quinta categoria. Dal 5 al 7 agosto 1918, Padre Pio ha il primo e folgorante incontro con Dio. Quarantaquattro giorni dopo riceverà le Stigmate. La mattina del 5 ottobre 1925 viene operato d'urgenza, di ernia inguinale dal prof. Giorgio Festa.

Padre Pio profetizzò, nel 1936, la morte di Giorgio V, re d'Inghilterra, il giorno prima. Dopo l' apparizione delle stigmate fu visitato più volte dal professor Luigi Romanelli, per volere del Padre Provinciale di Foggia, che nella relazione finale, tra l'altro, scriveva: "Ho visitato Padre Pio cinque volte in 15 mesi...". Il 5/5 del 1956 padre Pio inaugura il grande complesso ospedaliero, da lui voluto e appena ultimato, celebrando la Santa Messa sulla scalinata dell'ospedale. Le stigmate (5 piaghe, nelle mani, nei piedi e al costato) hanno segnato le membra del santo frate per 5 decenni.

E che dire inoltre dei destini replicati dei pontefici Sisto V e Clemente XIV? I due entrarono dell'ordine dei frati francescani. Furono entrambi innalzati alla soglia pontificia, eletti all'unanimità, allo scoccare del 64esimo anno. Furono papi per l'identico periodo di tempo: 5 anni, 4 mesi e 3 giorni. Morirono entrambi a 69 anni.

Coincidenze impressionanti, vero? Troppo impressionanti e misteriose per non pensare che nella vita degli uomini non vi siano segrete connessioni, sinapsi in un fitto reticolo di destini di cui tutti noi facciamo parte.

 

April 06

IL PAPA PARLA D'ABORTO.(NON è UN'INGERENZA)

Una ventina di anni fa, una sera, un teologo che si chiamava monsignor Carlo Colombo, e che era stato uno stretto collaboratore di Paolo VI, stava tenendo al Centro culturale ambrosiano una conferenza sulla Mulieris Dignitatem, lettera apostolica sulla dignità e sulla vocazione della donna scritta da Giovanni Paolo II. A un tratto una signora si alzò da una seggiola del pubblico per contestare al relatore, e indirettamente anche al Papa, la mancanza - nel documento di cui si dibatteva - di un riferimento a un qualche contratto di lavoro, mi pare fosse quello delle infermiere. Monsignor Colombo le rispose ponendo una domanda: «Quante donne ci sono in Cina?». Tra lo sbigottimento generale, si cominciò a buttare lì qualche numero: seicento milioni, settecento milioni. Al che monsignor Colombo pose un’altra domanda: «E quante donne vivono in India?». Anche qui partì il toto-abitanti: cinquecento milioni, o forse seicento. «Ecco», concluse il monsignore: «il Santo Padre, quando scrive un’enciclica, ha in testa queste dimensioni».
L’episodio m’è tornato alla mente ieri assistendo alla consueta piccineria con la quale molti nostri politici - quelli sempre in prima fila nell’indignarsi per le «indebite ingerenze vaticane» - hanno reagito a un discorso pronunciato in mattinata dal Papa in materia di aborto e divorzio. Da Boselli a Bobo Craxi, da Grillini a Villetti, dalla radicale Bernardini al ministro Mussi, è stata un’alluvione di denunce contro «l’intervento a gamba tesa sulla campagna elettorale», contro il «tentativo di far diventare reati i peccati», contro «l’autoritarismo clericale», e via dicendo. Mussi, per dire il livello, ha lanciato un grido d’allarme al Paese: «Dobbiamo difendere il diritto di abortire e di divorziare con le unghie e con i denti». Aurelio Mancuso dell’Arcigay, per dire la fantasia, ha evocato indovinate un po’ che cosa: il Medioevo, le Sante Inquisizioni e Torquemada. Però.
Ma davvero questi signori credono che, siccome nel loro orizzonte c’è solo qualche punto percentuale in più o in meno, anche il Papa abbia i loro stessi pensieri? Davvero credono che il capo della Chiesa universale, più che per lo sfascio delle famiglie e per i cinquanta milioni di aborti legali al mondo ogni anno, sia preoccupato del pareggio al Senato? È vero che a volte la Chiesa richiama i politici al rispetto dei valori che più le stanno a cuore. Ma lo fa appunto perché le stanno a cuore quei valori, non gli interessi di bottega di qualche partito. E lo fa, caso per caso, per mezzo delle conferenze episcopali nazionali, non per bocca del Papa. Il quale si occupa dell’universale e dell’eterno, non del locale e dell’effimero. Chi non capisce questo, giudica gli altri da se stesso.
Oltretutto ieri era evidente che non ci fosse il benché minimo riferimento alla politica e neppure alle leggi. Benedetto XVI ha parlato di aborto e divorzio in un convegno intitolato «L’olio sulle ferite», e il suo discorso è stato soprattutto un’esortazione ai cristiani affinché stiano vicini a chi quelle ferite le porta dentro: a chi ha divorziato e abortito «la Chiesa ha il dovere primario di accostarsi con amore e delicatezza, con premura e attenzione materna, per annunciare la vicinanza misericordiosa di Dio in Gesù Cristo», ha detto. Altro che Torquemada.
Sull’ultimo numero del settimanale Vanity Fair ci sono due lettere di altrettante donne che hanno abortito. La prima dice: «Un pezzo di me è morto quel giorno. A distanza di 17 anni mi sento ancora malissimo». La seconda: «Sotto le coperte di quel letto d’ospedale piango in silenzio tutte le lacrime della mia vita. Niente sarà più come prima. Non mi abbandonerà mai questo dolore». Ecco, è a queste persone che ieri Ratzinger parlava: per dire loro che la Chiesa distingue tra peccato e peccatore, e che nulla è irreparabile davanti a Dio.
Insomma vola un po’ più alto, il Papa tedesco, di certi nostri ottocenteschi politici e intellettuali, la cui apertura mentale è pari a quella della signora che si stupiva di non trovare, in un’enciclica sulle donne, qualche riferimento agli scatti di anzianità e ai permessi retribuiti.
Michele Brambilla

January 30

il più bel carnevale

carnevalerio carnevalerio carnevalerio carnevalerio carnevalerio carnevalerio carnevalerio  carnevalerio carnevalerio carnevalerio carnevalerio carnevalerio carnevaleriocarnevalerio

Il miglior Carnevale del mondo? Tutti risponderemmo senza dubbio quello brasiliano. E a giudicare dalle immagini che ci arrivano dall’edizione di quest’anno non c’è da stupirsi. Rio de Janeiro è l’unica città al mondo che si ferma per ospitare la più grande festa dell’anno. La povertà delle favelas e i problemi del paese vengono dimenticati. Il Carnevale di Rio serve anche a questo: dimenticare tutto per pensare solo al divertimento. E’ il Carnevale più colorato, più allegro, più eccentrico e anche più trasgressivo.

Milioni di brasiliani scendono in piazza in maschera per assistere alle sfilate che si tengono per le vie cittadine e nel sambodromo. E milioni di turisti si prendono una vacanza a Rio proprio in questo periodo per non perdersi lo spettacolo. Ad attirarli non solo maschere e carri. A calamitare l’attenzione di molti soprattutto le splendide ballerine in costume. Spettacoli simili da noi non si potrebbero vedere: il clima non lo permetterebbe. E forse anche qualche tabù che i brasiliani non conoscono.

January 20

bel blog !!!Mastella ostaggio della sua giustizia....

Strano a raccontarlo, strano a crederci, strano a scriverlo, ma il Ministro di Guardasigilli è divenuto il "prigioniero" per eccellenza di quella Giustizia che lui stesso doveva grantire e tutelare in "Nome del Popolo Sovrano". Clemente Mastella, dopo aver subito attacchi, così li definiva, da parte del Magistrato De Magistris, adesso subisce il colpo definitivo che giunge proprio dalla sua tanto amata terra natale: la Campania. Al Ministro di Guardasigilli gli vengono contestati ben 7 REATI: concorso esterno in associazione per delinquere, due episodi di concorso in concussione e uno di tentata concussione, un concorso in abuso d'ufficio e due concorsi in falso.

Tra le presunte tentate concussioni, figura una ai danni del Commissario della Regione campana, reo di aver procurato il disastro ambientale nel napoletano, Antonio Bassolino, alla base del terremoto giudiziario che sta mettendo in difficoltà il vertice dell'Udeur. Coinvolta nell'inchiesta è anche sua moglie, nonché presidente del Consiglio Regionale Campano, Sandra Lonardo Mastella. "Le indagini - scrive la procura di Santa Maria Capua Vetere - hanno preso spunto da conversazioni telefoniche relative alla gestione degli appalti e servizi pubblici nella Provincia di Caserta e hanno consentito di far luce su un tessuto di illecito radicato nell'area politica, amministrativa e giudiziaria della Campania". Insomma cose da "Prima Repubblica", ma quella tanto amata prima Repubblica non è mai stata debellata, perché non basta voltare pagina, si sa gli italiani sono nati per FRODARE, IMBROGLIARE e RACCOMANDARE i loro più stretti amici, una mano lava l'altra, e questa cultura gretta e insopportabile ha fatto dell'Italia uno dei Paesi con il più elevato tasso di "clientelismo" a livello europeo. Clemente Mastella è solo la punta di un ICEBERG, ma di Clementi Mastella, ce ne sono a migliaia in Italia sparsi e nascosti in altrettanti Consigli Comunali, Giunte Comunali, Consigli Provinciali, Consigli Regionali, Aziende Pubbliche, Statali e Parastatali.

Ma lui, l'ex-ministro della Giustizia, attaccato su ardui fronti ha alzato FINALMENTE bandiera bianca. Contento si, ma in Italia, ripeto di Mastella ce ne sono tantissimi e il loro numero è DIRETTAMENTE PROPORZIONALE alla percentuale di VOTO dei Partiti Italiani. Il Governo, dal canto suo non cede il passo. Prodi non vuol lasciare la POLTRONA e s'inventa un Ministero tutto suo ad INTERIM "aspettando" Clemente, attendendo i tempi della Gisutizia Italiana, lunghi quanto un fiume Nord-Americano. Durante la Prima Repubblica avremmo parlato di CRISI di GOVERNO, ma Romano Prodi non è scosso e tira dritto lasciando il mondo politico e tutti gli italiani INCREDULI e AMAREGGIATI. Un terremoto c'è stato ma PRODI non ha sentito per nulla la scossa.

 

January 04

RIFLESSIONI

Non capisco perché Cupido è il simbolo scelto per rappresentare San Valentino.
Quando penso a qualcosa di romantico, l'ultima cosa che mi viene in mente è un bimbo tappo e ciccione che mi punta un'arma addosso!

 

Cosa hanno in comune gli uomini e le lumache?
Entrambi si trascinano, hanno le corna e soprattutto credono che la casa sia loro!

 

Vietato fumare, si può solo respirare il fumo.

Non capisco perché il destino, ogni volta che inventa una sfiga nuova, la prova subito su di me.

 

Invito i blogger seri a riflettere su queste parole, e a lasciare commenti pertinenti al post, saranno censurati tutti quelli che prenderanno le cose troppo sul serio!

 

November 27

Penso e ripenso...

Ciao a tutti ,scrivere non è il mio forte,ma avvolte si avverte la necessita' di farlo. Questi giorni sono stato chiuso ,tappato in casa,causa un'influenza balorda. E allora con la solitudine che una casa vuota ti trasmette,penso a quelle persone che sole lo sono sempre! Per vari motivi situazioni diverse,ma che ogn'una racconta una sorta di film reale che tutti o quasi,sperano di non dover vedere perche' rattristano.

E allora da queste poche parole parte una continua e frenetica rincorsa alla vita,intesa come conoscenza di idee,conoscenza di ideali,profferire, e meglio del dover solo sorbire,il tutto inteso come scambio,io dico chi sono tu dimmi come la pensi... il tutto si ingloba in una sola parola: AMICIZIA.

L' amicizia,per molte persone è piu' importante dell'amore,nel senso che una persona la puoi amare,ma se hai degli amici veri,loro non li sostituirai mai con il tuo partner... e se lo si fa vuol dire che non era vera amicizia,e poi sempre piu' spesso si vede le coppie che SCOPPIANO,sintomo che l'amore molte volte e sopravvalutato,spero di non entrare mai in questa casistica!

Si sa molte volte la gente cerca nelle persone lontane dai pareti, quello che essi non hanno saputo darti,e badate con questo non dico che la famiglia non sia importante,ma avvolte essa ti tradisce,e senza un reale motivo... credetemi capita sovente ormai!!

E allora viva la gente che tiene all'amicizia,quella vera ,quella senza remure,fatta di ideali solidali,e sentimenti di sincera fratellanza senza tabu',e soprattutto se vi sentite soli,non pensiate che sia normale,chiedete a qualcuno di poter far 2 chiacchiere,uscite o trovate un modo di far evadere la mente,se vi sentite soli non e' detto che lo siate veramente!!! VIVETE OGNI GIORNO COME FOSSE L'ULTIMO...100_1589 minkia quant so' bell!!! ahahah....

September 08

Si ritorna alla normalita'

Ciao a tutti ,è tanto che non scrivo sul mio space,e sì da prima delle vacanze,bhè vediamo un pò di rimediare...
Inizio dicendo che col tempo che da un pò di giorni imperversa sull'intera penisola,si direbbe estate finita,ma io spero in qualche sprazzo di sole che ci possa dare ancora un pò di euforia estiva.... 
Si è stata una estate davvero memorabile,la vacanza in Calabria ne è l'emblema,andare poi con quel gruppo è stato ancor più indimenticabile...
Ma ora a Settembre comincia a tornare tutto nella rutine,lavoro, casa e x chi a voglia e tempo palestra,si esce più spesso il fine settimana,e poi cè il calcio,ormai i campinati sono ripresi,tra un pò la "champion legue",e si è rutine... diciamo che non mi dispiace... ma che bello sarebbe esser pronti con le valegie e partire... girare viaggiare... posti lontani e sopratutto caldi... si perche' io l'inverno lo odio, è scuro,uggioso ma sopratutto malinconico... vabbè aspettero' l'estate prossima con ardore,cercando come ogni anno di passare un inverno il più allegro possibile!!!


 

July 13

TRATTO DA UN BELLISSIMO BLOG IN RETE!!!!

L'Europa è preoccupata del Governo Italiano

Dallo scorso maggio 2006 lo eravamo noi poveri italiani, e soprattutto coloro che non hanno votato per la Sinistra, a preoccuparci della MEDIOCRITA' e della INSUFFICIENTE capacità a governare da parte di Prodi & company.

Nella campagna elettorale hanno cercato, riuscendoci (forse!?!), di soggiogare il popolo italiano con promesse di SVILUPPO ECONOMICO, RIDUZIONE del DEBITO, cuneo FISCALE, e chi più ne ha più ne metta. Ma all'atto pratico noi tutti ci siamo resi conto dell'INCAPACITA' inaudita con cui questi politici provinciali da quattro soldi CREDONO di governare un Paese complicato, ma che dopo tutto non chiede altro che CERTEZZE GIURIDICHE ed ECONOMICHE.

Certezze che invece non abbiamo mai avuto. Hanno attaccato il governo Berlusconi per anni, per lo più sulle Leggi Ad Personam e sul famoso CONFLITTO di INTERESSE. E loro, i comunisti che governano OGGI, cosa hanno fatto di meglio rispetto a chi li precedeva??? Nulla. Non hanno risolto neanche un minimo problema, neanche il più insignificante, qualunque esso sia.

La Corte dei Conti, poi il Fondo Monetario Internazionale e infine L'Unione Europea hanno più volte bacchettato e BOCCIATO gli INCAPACI che governano oggi. Si sono riuniti in lussuose zone (Vedi Caserta) a spese degli italiani che pagano le TASSE, ma le loro riunioni avevano lo stesso valore di quelle che periodicamente si svolgono in ogni condominio: parole...parole...e soltanto parole al vento.

Giunge oggi un ulteriore AMMONIMENTO di Almunia sul disastroso Governo di PRODI, dicendo che "Lo sforzo della correzione non è all'altezza del patto" e poi ancora "Lo sforzo correttivo del disavanzo presentato dall'Italia nel Dpef non è all'altezza degli obiettivi fissati nel Patto e dal Consiglio Ue" bocciando di fatto il documento di programmazione appena varato dal governo. Mi chiedo se a Maggioranze Governative invertite cosa avrebbero scritto i giornalisti italiani che al 90% sono schierati a sinistra.

Ma loro si sa amano scrivere male su Berlusconi, amano scrivere su Veltroni che dovrebbe salvare "il culo" agli italiani con sto partito democratico che è diventato più una barzelletta estiva più che un prgetto serio, ma il vero diritto di cronaca in Italia non c'è! Censura? In un certo modo vi è una sorta di censura sulla VERITA'. Loro spesso scipoerano per i loro FOTTUTI contratti, ma noi lettori dovremmo scipoerare per MANCANZA di VERITA' al di sopra delle parti. Chiedo troppo?

June 11

INCHIESTA UNIPOL-B.N.L. D'Alema a Consorte" facci sognare"!

Milano - «Abbiamo il 51,8% di Bnl e nell’operazione ho coinvolto 4 banche cooperative che fanno capo a Stefanini». Sono le parole che in una telefonata del 17 luglio del 2005 l’allora numero uno di Unipol Gianni Consorte disse a Piero Fassino, segretario dei Ds. Si tratta di un brano di una delle 73 telefonate di cui alcuni dei legali degli 84 indagati dell’inchiesta milanese su Antonveneta e su altre scalate come Bnl stanno prendendo visione al settimo piano del Palazzo di Giustizia dopo il deposito da parte del Gip Clementina Forleo.

Fassino "Sto abbottonatissimo". Sarebbero le parole del segretario dei Ds, Piero Fassino, in un colloquio intercettato del 5 luglio 2005 con l’ex presidente di Unipol, Giovanni Consorte, e contenuto nella perizia con le trascrizioni dei dialoghi nell’ambito delle inchieste sulle scalate ad Antonveneta, Bnl e Rcs. È una delle telefonate in cui politici (non indagati) parlano con indagati intercettat. Nei testi, che hanno potuto oggi essere consultati dalle parti, i puntini sospensivi stanno per parti dell’intercettazione inintellegibili. Fassino parlando con Consorte gli spiega che l’allora numero uno di Bnl, Luigi Abete, vuole vederlo per parlargli. Ecco un brano tratto dalla perizia, trapelato oggi.
Fassino: Gli... gli altri cosa fa? Perché mi ha chiamato Abete.
Consorte: sì.
Fassino: chiedendomi di vederci, non mi ha spiegato, cioè voglio parlarti, parlarti a voce, a voce, viene tra un pò.
Consorte: uhm.
Fassino: su quel fronte lì cosa succede?
Consorte: mah, guarda, su quel fronte lì... eh noi con.. però tu... ma questa... eh... non gliela devi dire a lui...
Fassino: ma io non gli dico niente, voglio sapere, voglio solo avere elementi utili per il colloquio.
Consorte: no, no, no. No, no. Ti sto infatti...
Fassino: sto abbottonatissimo.
Consorte: eh. No, ma ti dico anche quello che puoi dire e non dire, solo questo.
Fassino: ecco meglio così.
Dimmi tu.
Consorte: noi, sostanzialmente con gli spagnoli un accordo l’abbiamo raggiunto.
Fassino: sì.
Consorte: anzi, non sostanzialmente ma di fatto proprio, concreto. Uhm! Naturalmente ci siamo riservati di sentire i nostri organi.
La telefonata proseguirebbe su argomenti personali per poi riprendere:
Fassino: ma sarebbe un accordo che si configurerebbe come?
Consorte: l’accordo si configura che noi aderiamo alla loro ops... Fassino: eh.
Consorte: loro ci danno il controllo di Bnl Vita.

La conversazione poco più sotto proseguirebbe:
Fassino: vi passano a voi le quote di Bnl Vita?
Consorte: sì.

Dopo ancora qualche battuta, la telefonata andrebbe avanti così: - Consorte: sì, sì e soprattutto ci danno tutti gli assets, quindi otto miliardi di euro che Bnl Vita gestisce, cioè tutta l’azienda proprio, praticamente no? Poi ci danno un altro oggetto...
Fassino: ehm.
Consorte: che però non si può dire oggi.

Ancora più avanti la telefonata proseguirebbe:
Consorte: e poi d’altra parte il vero problema è che noi non riusciamo a chiudere l’accordo con Caltagirone, questo è il problema vero.
Fassino: qual è il problema?
Consorte: fa richieste assurde.

D'Alema a Consorte: "Facci sognare" «Facci sognare! Vai!». È quel che avrebbe detto l’attuale ministro degli Esteri Massimo D’Alema all’ex presidente di Unipol Giovanni Consorte in una telefonata intercettata sull’utenza di Consorte il 7 luglio 2005, alle 23:18, la cui trascrizione ha potuto essere oggi letta dalle parti. Il colloquio è tra Consorte e Latorre ma a un certo punto il telefono viene passato a D’Alema che, rivolgendosi a Consorte a proposito della scalata Bnl, secondo quanto è trapelato- gli direbbe:
D’Alema: va bene. Vai avanti vai!
Consorte: Massimo noi ce la mettiamo tutta.
D’Alema: facci sognare. Vai!
Consorte: anche perché se ce la facciamo abbiamo recuperato un pezzo di storia, Massimo. Perché la Bnl era nata come banca per il mondo cooperativo.
D’Alema: e si chiama del Lavoro, quindi possiamo dimenticare?
Consorte: esatto. È da fare uno sforzo mostruoso ma vale la pena a un anno dalle elezioni.
D’Alema: va bene, vai!

D'Alema a Consorte: attento alle comunicazioni «Dobbiamo vederci personalmente, stai attento alle comunicazioni». È questo il contenuto di una telefonata del 14 luglio 2005 tra Massimo D’Alema e Gianni Consorte. Il 14 luglio del 2005

May 27

PENSARE SE NE E' VALSA LA PENA!!

Pensare sempre a cosa è giusto e cosa no,per me è stato sempre un cruccio... Cerco di fare sempre bene,cerco di mettere sempre i sentimenti davanti alla ragione... cerco di avere dialoghi con tutti,anche con chi ai dialoghi preferisce i monologhi... Sono stanco non lo nascondo,stanco di combattere x riuscire in ciò che ritengo sia dovuto nell'interesse della verità ormai stravolta... Vedo molte persone che soffrono,che han perso la voglia di lottare... Poi vedo,e continuamente  sento cose che non esistono,messe in giro da persone arriviste malvage,che oltre a mirare all'interesse di tipo materiale(soldi e proprietà),mirano alla distruzione dell'orgoglio e all'umiliazione di persone che si sono opposte alla loro malafede... Poi ci sono loro,persone che a me non sono indifferenti... Io vorrei far si che nella vita si possa dare sempre un opportunità in + a tutti,vorrei che il tempo guarisca grandi e piccole ferite,vorrei che la ragione o i torti misti a dissapori e veleni di sorta, svaniscano in una miriade di parole, che invochino  ad un'amore fraterno o materno,con il cuore che batta forte x i propri cari,e che le parole di una bimba non si perdano attutiti da un muro di indifferenza degli adulti...Mi chiedo,se di base c'è la positività di un affetto,ormai sopito dal tempo,ma sempre presente,perchè non provare a cambiare,o perlomeno provare a capire e chiedersi se ne vale e ne è valsa la pena????
 
Pensa,tu che leggi e riesci a contemperare queste parole, che la vita è unica e va' vissuta,lasciando da parte la durezza dei sentimenti negativi aprendo le porte la' dove ormai si è deciso chiuderle definitavente,prima che sia troppo tardi......!!!!!!
 
Forse sbaglio,o forse no,ma credo che chi vuole....... deve provare a fare qualcosa sia per se,che per gli altri,e non trovarsi sempre in maniera superba,ad aspettare che siano sempre gli altri a farsi avanti!!!!
April 26

FACCIA A FACCIA BOSSI PRODI,E MASTELLA SCUOTE L'UNIONE!

Milano - Il presidente del Consiglio Romano Prodi ha incontrato stamani a Milano, per circa 90 minuti, il leader della Lega Umberto Bossi: oggetto del colloquio la legge elettorale e il federalismo. È il primo incontro ufficiale di Prodi con un leader della Cdl sulla legge elettorale. Nelle consultazioni Prodi aveva sempre incontrato i capigruppo. Prodi non vedeva Bossi da prima della malattia e l’incontro di oggi avrebbe dovuto svolgersi in modo riservato. Ma l’anticipazione di un quotidiano e la contemporanea riunione, in prefettura, del "Tavolo per la sicurezza" hanno dato il massimo della pubblicità all’evento. "Abbiamo approfondito il legame che la Lega fa tra legge elettorale e rafforzamento delle autonomie locali. Linea che mi trova d’accordo da molto tempo e su cui proseguiremo" ha detto il premier al termine del vertice durato circa 90 minuti. Una sintonia, quella tra il presidente del Consiglio e il numero uno della Lega, sottolineata anche dallo stesso Bossi. "Abbiamo deciso di fare la legge elettorale. Mi pare ci sia voglia di partire, di farla. Il modello - ha detto Bossi - è quello che ha presentato Calderoli". Quanto agli altri partiti della Casa delle Libertà, il leader di An si dice sempre più convinto della necessità del referendum.

Bondi: "Nulla di sospetto dall'incontro Prodi-Bossi" Nell’incontro fra Prodi e Bossi "non vediamo nulla di sospetto, anzi conferma che abbiamo ragione nel dire che serve un’intesa in parlamento per migliorare la legge elettorale". Obiettivo per il quale resta "la nostra disponibilità assoluta". Così Sandro Bondi, coordinatore nazionale di Forza Italia, ha commentato l’incontro fra il premier e i vertici della Lega.

Mastella: "Il referendum è contro di me" Intanto non si placano le polemiche tra il ministro Mastella e i suoi alleati di governo. "Se avessi saputo che Parisi e Santagata avrebbero determinato un referendum contro di me, ci avrei pensato meglio ad allearmi con loro". Lo ha detto il ministro della Giustizia, ospite questa mattina di "Radio anch'io", ribadendo la sua ferma contrarietà all'iniziativa referendaria sulla legge elettorale. "Io mi sono proprio rotto le scatole - ha protestato - che il mio partito è buono per far vincere le elezioni e poi no". Mastella ha attaccato i referendari che "se la prendono con i partiti piccoli, con vigliaccheria e ipocrisia", e vogliono "una legge elettorale ghigliottina, una legge-Erode per eliminare i partiti più piccoli".

Fini: "Referendum sbocco naturale" "Più passano le settimane - ha affermato Gianfranco Fini - e più il referendum elettorale diventa lo sbocco più probabile. I piccoli partiti stanno ponendo problemi insuperabili nelle trattative sulla nuova legge elettorale. E, comunque, non vedo una grande voglia di metterci mano anche da parte dei grandi: nelle relazioni congressuali né Fassino né Rutelli hanno affrontato l’argomento e questo mi fa supporre che non temano lo sbocco referendario. Una prospettiva che, lo ripeto, almeno a noi offre molto opportunità e nessuna controindicazione".

Bonaiuti: "La nuova legge la faccia il parlamento" Il portavoce di Berlusconi, Paolo Bonaiuti: "La legge elettorale la deve fare il Parlamento, perché se la lasciamo in mano a questo governo cercherà soltanto, attraverso la riforma della legge elettorale, di prolungare la sua incerta esistenza". Quanto alla consultazione: "Il referendum rischia di diventare un pretesto per non fare in Parlamento un tentativo serio di legge elettorale".

Maroni rassicura la Cdl: "Discutiamo solo di riforme" I contatti in corso tra il Carroccio e il governo Prodi sul tema delle riforme non significano che sia in corso un avvicinamento della Lega al governo. Lo ha precisato Roberto Maroni, capogruppo del Carroccio alla Camera, al termine dell'incontro di oggi con Prodi: "Un conto è l'azione di governo, un conto le riforme costituzionali. Se non facessimo questa distinzione, non potremmo nemmeno discutere".

Santagata: "Niente scandalo, il referendum è un pungolo" "Il cambiamento della legge elettorale è uno dei punti del programma dell'Unione, sottoscritto da tutta la coalizione di centrosinistra. Non vedo dove sia lo scandalo se, coerentemente con quel programma, sostengo un referendum che stimoli e sia pungolo affinchè il Parlamento modifichi l'attuale legge e ne approvi una migliore". Così il ministro per l'Attuazione del Programma, Giulio Santagata, risponde alle critiche di Mastella.

 

April 24

funzionava cos'ì l'affare calcio per moggi

 
ROMA - 0041764334741. La fine del sistema Moggi comincia così, con questo numero di telefono svizzero chiamato imprudentemente all'una e quattro minuti del 9 febbraio del 2005. Una traccia decisiva, un filo. Tirato il quale, gli investigatori che da due anni stanno smontando a pezzo a pezzo il mondo di Calciopoli sono arrivati a conclusioni dalle proporzioni apocalittiche: nella sola stagione 2004-2005, nel periodo compreso tra il 29 settembre e il 16 maggio (tra la sesta di andata e la diciassettesima di ritorno), la cupola è riuscita a manomettere il numero, fino ad oggi inimmaginabile, di 107 partite. 79 di serie A, 22 di serie B e 6 di Coppa Italia.

LA TELEFONATA CHIAVE
A chiamare nel cuore della notte, è Atalanta (il nome in codice di Paolo Bergamo; Pairetto, per la cronaca, è Pinocchio). Atalanta usa il suo numero italiano, e quindi è intercettato. Gli investigatori sono proprio curiosi di sapere chi risponderà a quegli squilli. E quando sentono la voce, inconfondibile, di Moggi, capiscono tutto. Capiscono il senso di quelle misteriose chiamate fatte solo di due parole - il nome di chi chiamava e l'imperativo: "Apri". Capiscono come mai non avevano mai trovato fin lì contatti tra Moggi e gli arbitri. Capiscono, insomma che esiste un mondo parallelo, una sorta di Matrix telefonica che connetteva Moggi a chissà quanti arbitri e guardalinee. Seguendo i contatti di quella scheda svizzera, "consegnata" involontariamente da Bergamo, i carabinieri di Roma arrivano a isolare una cinquantina di schede. 31 delle quale particolarmente attive. Di queste, alla fine delle indagini, solamente 21 verranno abbinate a un "proprietario". Ma tanto basterà a far cadere definitivamente la maschera del calcio italiano.

LA STRUTTURA
Scrivono gli investigatori: "La rete di comunicazione realizzata da Luciano Moggi era ispirata a principi di compartimentazione, per cui vi erano almeno due maglie di comunicazione autonome (non in contatto tra di loro) necessarie a Moggi per mantenere assidui contatti riservati con i designatori arbitrali e con alcuni arbitri". Moggi usava cinque differenti numeri. Due erano dedicati ai designatori, e li usava soltanto per loro. Tre erano per gli arbitri. I principali complici dell'ex direttore sportivo della Juventus - Bergamo, Pairetto e Fabiani - ne avevano invece solo due a testa, uno per parlare con Moggi e l'altro per dare istruzioni agli arbitri. I quali, a loro volta, ne avevano una soltanto (a parte Racalbuto che ne aveva due).

IL LAVORO SPORCO
Con questo assetto, la fabbrica di tarocchi procedeva a velocità impensata. Riusciva a determinare l'andamento di un numero fino a cinque partite a domenica. Non solo il risultato, sostengono gli inquirenti, ma anche il numero di ammoniti e di espulsi. Come successo, ad esempio, nella seconda giornata di ritorno di quel campionato. Affinché tutto andasse come voleva la cupola (Sampdoria-Siena 1-1; Milan-Bologna 0-1; Palermo-Inter 0-2; Roma-Messina 3-2; Parma-Udinese 1-0), nella settimana precedente quella domenica, ci furono talmente tanti contatti (poco meno di duecento) che il software dei carabinieri è stato costretto a dividerli in due diverse ragnatele. Più o meno come accadde all'ottava giornata di ritorno, per determinare l'andamento di altre cinque gare (Siena-Brescia 2-3; Messina-Lazio 1-1; Atalanta-Milan 1-2; Siena-Brescia 2-3; Roma-Juventus 1-2). Ma i numeri di contatti intercorsi sulla rete parallela costruita da Moggi non sono di molto inferiori nelle altre 27 giornate di campionato manomesse.

98 SECONDI PER ROMA-JUVE
In possesso della procura di Napoli, come più volte detto, non ci sono intercettazioni telefoniche di queste conversazioni avvenute su telefoni svizzeri. Ma soltanto i tabulati. "Che però - spiegano gli inquirenti - sono piuttosto eloquenti". Come nel caso di Roma-Juventus, 5 marzo 2005, ottava di ritorno. Per tutta la settimana precedente la partita, il telefono svizzero attribuito dai carabinieri all'arbitro Salvatore Racalbuto è incandescente (si registrano fino a 34 contatti solo con Moggi). Il direttore di gara telefona come un matto. Ma sono tre i contatti che incuriosiscono in particolare. E sono tutti e tre con Moggi. Il primo avviene all 09,36 del 4 marzo e dura pochi secondi. Il secondo, alle 11,45, dura 38 secondi. Da notare che alle 11 in punto di quel giorno, ovvero esattamente tra le due chiamate, a Roma venivano sorteggiati gli arbitri. Il terzo contatto è il "peggiore" e avviene all'indomani, il 5 marzo, il giorno della partita, alle 9,33: 1,38 minuti. Cosa si sono detti l'arbitro e il direttore sportivo (che era stato, a sua volta, in contatto con i designatori per tutta la settimana)? È la domanda che i pm rivolgeranno a Racalbuto nelle prossime settimane.

April 10

PRODI NON VUOL SVELARE I SEGRETI DI KABUL

Roma - Sono state fatte «illazioni assurde e strumentalizzazioni politiche». Le trattative per liberare i tre ostaggi dei talebani sono state condotte «in modo corretto e in stretto accordo con il governo afghano». Mentre le sorti del mediatore di Emergency Ramatullah Hanefi «sono nelle mani del governo guidato» da Hamid Karzai. L’assassinio di Adjmal Naskhbandi ha riportato Palazzo Chigi al centro delle polemiche. Quelle scontate dell’opposizione, stemperate da Silvio Berlusconi. Ma soprattutto quelle di una parte amica come Emergency e il suo fondatore Gino Strada, che ha accusato Romano Prodi di non impegnarsi per la liberazione di Hanefi, trattenuto dalle autorità di Kabul.
«Tentativi provocatori», che non fanno altro che rendere «più difficile» la liberazione del suo collaboratore, ha contrattaccato Palazzo Chigi che ha anche dato la sua versione di come sono andate le cose sulla mancata liberazione dell’interprete: «Doveva tornare libero assieme a Daniele Mastrogiacomo nell’ambito di un’intesa raggiunta dallo stesso governo afghano con i talebani». Liquidata anche la citazione del caso Gabriele Torsello, la cui liberazione è stata evocata da Strada: le trattative furono condotte con secondo una prassi «non ancora modificata» rispetto al precedente governo».
Sul fronte politico le repliche sono venute direttamente da Romano Prodi, che ha definito «follie» le richieste di impeachment, ma ha anche respinto la richiesta di riferire in Parlamento («non si risponde a richieste sporadiche che vengono fatte»). L’invito di Berlusconi a moderare i toni e a far prevalere le ragioni umanitarie e quelle dell’interesse nazionale è stato accolto dall’entourage di Prodi con sollievo («Finalmente, erano due giorni che chiedevamo di fermare le polemiche e correggere il tiro», è la frase di fonti vicine al premier riportata dalle agenzie di stampa).
Ma per il governo rimane aperto un problema a sinistra. Con Gino Strada, che continua a contare sul sostegno della sinistra radicale, ma il cui mito è stato per la prima volta messo in discussione anche nella maggioranza. In particolare dalla Rosa nel Pugno. Le accuse più gravi sono venute dal ministro Emma Bonino, che lo conosce. «Lo avevo seguito da Commissario europeo, anche in Kurdistan, e penso che abbia un atteggiamento così ambiguo, tra l’umanitario e il politico, che si può prestare a qualunque illazione». Da una parte il «lavoro umanitario», dall’altra «un comportamento nettamente politico». Per questo «scientemente o incoscientemente, che sarebbe ancora peggio, finisce per giocare un ruolo ambiguo, tra torturati e torturatori».
Nessuna sorpresa per Daniele Capezzone, che critica la gestione di tutta crisi degli ostaggi. «Il problema - spiega l’esponente radicale - non è solo Gino Strada, di cui alcuni ingenui scoprono soltanto oggi caratteristiche e relazioni. Il problema è soprattutto chi ha affidato a Strada le chiavi della macchina, cioè la gestione mediatica e politica dell’intera vicenda».
Chi invece non ha nessun dubbio, nemmeno dopo le parole di Karzai su Strada ed Emergency e dopo le parole di Strada su Prodi e il governo, è Rifondazione comunista. Oltre a una solidarietà generalizzata al fondatore di Emergency, da registrare la lettura che il capogruppo del Prc al Senato Giovanni Russo Spena ha dato dell’assassinio dell’interprete: «È soprattutto conseguenza della decisione di Karzai, ma soprattutto degli Usa, di punire chiunque intavoli trattative per salvare le vite degli ostaggi. Si è ripetuta la stessa tragedia che aveva portato alla morte di Nicola Calipari dopo la liberazione di Giuliana Sgrena». Russo Spena definisce «del tutto incredibili» le accuse «che vengono scagliate ora contro il responsabile di Emergency in Afghanistan». E chiede all’esecutivo di difendere Hanefi «e non permetta che si consumi la vendetta contro Emergency per aver trattato su mandato dello stesso governo italiano».
E si rifà vivo il fronte di chiede un ritiro dall’Afghanistan. Al quale appartiene Giorgio Cremaschi, sindacalista Fiom ed esponente del Prc che all’origine di tutto vede «una guerra che non è stata mai decisa, un intervento che è perfino più grave di quello in Irak. Il problema è ritirarsi e non altro, andar via da Kabul».
March 09

Oriana Fallaci la biografia

Biografia

Oriana Fallaci è la prima di tre sorelle: Neera e Paola, anch'esse giornaliste e scrittrici. Il padre Edoardo fu un attivo antifascista che coinvolse la figlia, a soli 10 anni, nella resistenza con compiti di vedetta. La giovane Oriana si unì così al movimento clandestino della Resistenza Giustizia e Libertà vivendo in prima persona i drammi della guerra: nel corso dell'occupazione di Firenze da parte dei nazisti, il padre fu catturato e torturato a villa Triste, ed in seguito rilasciato. Per il suo attivismo durante la guerra ricevette a 14 anni un riconoscimento d'onore dall'Esercito Italiano.

La Fallaci iniziò a 16 anni la carriera giornalistica esortata dallo zio Bruno Fallaci, grande penna e direttore di settimanali. Lavorò prima come collaboratrice per quotidiani locali e poi come inviata speciale per L'Europeo.

Nel 1965 Oriana Fallaci dedicò al padre il libro Se il sole muore in cui descrisse i preparativi per lo sbarco americano sulla Luna. Per scrivere il libro incontrò il capo progetto della missione, l'ex scienziato nazista Wernher von Braun (colui che aveva progettato per Hitler i razzi V2 da sparare su Londra).

Nel 1967 si recò in qualità di corrispondente di guerra per L'Europeo in Vietnam. Ritornerà nel paese dell'Indocina 12 volte in 7 anni raccontando la guerra senza fare sconti né ai Vietcong e ai comunisti né agli statunitensi e ai Sudvietnamiti, documentando menzogne e atrocità, ma anche gli eroismi e l'umanità di un conflitto che la Fallaci definì «una sanguinosa follia». Le esperienze di un anno di guerra vissute in prima persona vennero raccolte nel libro Niente e così sia pubblicato nel 1969.

A metà del 1968 la giornalista lasciò provvisoriamente il fronte per tornare negli USA a seguito della morte di Martin Luther King e di Bob Kennedy e delle rivolte studentesche di quegli anni. In un passaggio di Niente e così sia irride «i vandalismi degli studenti borghesi che osano invocare Che Guevara e poi vivono in case con l'aria condizionata, che a scuola ci vanno col fuoristrada di papà e che al night club vanno con la camicia di seta».

Il 2 ottobre 1968, alla vigilia dei Giochi Olimpici, durante una manifestazione di protesta degli studenti universitari messicani contro l'occupazione militare del Campus dell'UNAM, oggi ricordata cone il massacro di Tlatelolco, la Fallaci rimase ferita in piazza delle Tre Culture a Città del Messico. Morirono centinaia di giovani (il numero preciso è sconosciuto) e anche la giornalista fu creduta morta e portata in obitorio: solo in quel momento un prete si accorse che era ancora viva. La Fallaci definì la strage come «un massacro peggiore di quelli che ho visto alla guerra».

Come corrispondente di guerra seguì anche i conflitti tra India e Pakistan, in Sud America e in Medio Oriente.

Nel 1969 il comandante dell'Apollo 12, Pete Conrad, alla vigilia del lancio, si recò a New York per incontrare la Fallaci e chiederle un consiglio riguardo la frase da usare al momento di mettere piede sulla Luna. Poiché Neil Armstrong aveva detto: «Un piccolo passo per un uomo, un gigantesco balzo per l'umanità», la fiorentina consigliò, dato la bassa statura di Conrad, la frase: «Sarà stato un piccolo passo per Neil, ma per me è stato proprio lungo». Il comandante, che portò con sé sulla Luna una foto di Oriana bambina con la madre, disse proprio questa frase una volta giunto sul satellite.

Il 21 agosto 1973 la giornalista fiorentina conobbe Alekos Panagulis, leader della Resistenza greca contro il regime dei Colonnelli. Si incontrarono il giorno che lui uscì dal carcere: ne diventerà la compagna di vita fino alla morte di lui, avvenuta in un apparente incidente stradale il 1° maggio 1976. La storia di Panagulis verrà raccontata dalla scrittrice nel romanzo Un uomo, pubblicato nel 1978.

Nel 1975 la Fallaci e Panagulis collaborarono alle indagini sulla morte di Pier Paolo Pasolini, amico della coppia. La Fallaci sarà la prima a denunciare il movente politico dell'omicidio del poeta.

Lo stesso anno uscì il primo libro di Oriana Fallaci diverso dall'inchiesta giornalistica, Lettera a un bambino mai nato. Fu il primo grande successo editoriale della scrittrice e vendette 4 milioni e mezzo di copie in tutto il mondo.

Nel 1976 sostenne le liste del Partito Radicale, anche per le loro campagne femministe.All'attività di reporter hanno fatto seguito le interviste a importanti personalità della politica, le analisi dei fatti principali della cronaca e dei temi contemporanei più rilevanti. Tra i personaggi intervistati dalla Fallaci: Re Husayn di Giordania, Vo Nguyen Giap, Pietro Nenni, Giulio Andreotti, Giorgio Amendola, l'arcivescovo Makarios, Alekos Panagulis, Nguyen Cao Ky, Yasser Arafat, Mohammad Reza Pahlavi, Haile Selassie, Henry Kissinger, Walter Cronkite, Indira Gandhi, Golda Meir, Nguyen Van Thieu, Zulfikar Ali Bhutto, Deng Xiaoping, Willy Brandt, l'Ayatollah Khomeini (durante l'intervista la Fallaci lo apostrofò come «tiranno» e si tolse il chador che era stata costretta ad indossare per essere ammessa alla sua presenza) e Muammar Gheddafi.

Consegnandole la laurea honoris causa in letteratura, il rettore del Columbia College di Chicago la definì «uno degli autori più letti ed amati del mondo». Ha scritto e collaborato per numerosi giornali e periodici, tra cui: New Republic, New York Times Magazine, Life, Le Nouvel Observateur, The Washington Post, Look, Der Stern, e Corriere della sera.

Nel 1990 uscì il romanzo Insciallah in cui la scrittrice coniuga la ribalta internazionale con il racconto. Il libro, ambientato tra le truppe italiane inviate dall'ONU a Beirut, si apre con il racconto del primo duplice attentato suicida dei kamikaze islamici contro le caserme americane e francesi che causò 450 morti tra i soldati.

Dopo l'uscita di Insciallah Oriana Fallaci si isolò andando a vivere a New York, in un villino a due piani nell'Upper East Side di Manhattan. Qui iniziò a scrivere un romanzo la cui lavorazione, durata per tutti gli anni novanta, venne interrotta dai fatti dell'11 settembre 2001.

In questo periodo scoprì di avere un cancro ai polmoni che lei più tardi definirà «L'Alieno».

I suoi libri e articoli sulle tematiche dell'11 settembre hanno suscitato sia elogi sia contestazioni nel mondo politico e nell'opinione pubblica. Attraverso essi la scrittrice denuncia la decadenza della civiltà occidentale che, minacciata dal fondamentalismo islamico, è incapace di difendersi. Secondo altri, le sue posizioni furono invece controproducenti, in quanto ridussero lo scontro culturale ad uno scontro «violento» (vengono citate ad esempio le affermazioni di Oriana Fallaci relativamente alla moschea a Colle Val d'Elsa).

Nel 2004 la Fallaci si schierò contro l'eutanasia relativamente al caso di Terri Schiavo, presentando le sue posizioni con un articolo apparso su Il Foglio, e contro il referendum abrogativo della legge sulla procreazione medicalmente assistita, con un articolo pubblicato dal Corriere della sera.

Dopo aver espresso per tutta la vita opinioni anticlericali, negli ultimi anni si avvicinò alla Chiesa cattolica. Dichiarò pubblicamente la sua ammirazione verso papa Benedetto XVI, che l'ha ricevuta a Castel Gandolfo in udienza privata il 27 agosto 2005. L'incontro doveva rimanere segreto, ma la notizia è stata resa pubblica tre giorni dopo l'incontro, mentre i contenuti del colloquio non sono mai stati resi noti.

Nel marzo 2005 il quotidiano Libero lanciò una raccolta di firme affinché il Presidente della Repubblica conferisse alla Fallaci il titolo di senatore a vita. Vennero raccolte oltre 75.000 firme.

La Fallaci morì il 15 settembre 2006 a 77 anni, dopo un peggioramento delle sue condizioni di salute dovuto al tumore che da anni l'aveva colpita. Aveva deciso di tornare a Firenze, con grande riserbo, per passarvi i suoi ultimi giorni.

È stata sepolta nel cimitero degli Allori, di rito evangelico ma che ospita anche tombe di atei, mussulmani e ebrei, alle porte di Firenze in località Galluzzo, nella tomba di famiglia accanto ad un ceppo commemorativo di Alekos Panagulis, suo compagno di vita. Con la bara sono stati sepolti una copia del Corriere della Sera, tre rose gialle e un Fiorino d'Oro (premio che la Fallaci non ha mai vinto), donatole da Franco Zeffirelli.

Larga parte del suo grande patrimonio librario è stato donato, insieme ad altri cimeli come lo zaino usato dalla scrittrice in Vietnam, alla Pontificia Università Lateranense di Roma, il cui rettore è monsignor Rino Fisichella, amico personale della scrittrice. Nell'annunciare la donazione Fisichella ha definito questo come l'ultimo regalo a papa Benedetto XVI per il quale la scrittrice nutriva «una autentica venerazione».

Il romanzo che la Fallaci ha interrotto di scrivere dopo gli attentati dell'11 settembre sarà dato alle stampe. Il testo consta di oltre 300 pagine e ricostruisce le vicende familiari degli avi della scrittrice fiorentina da metà Settecento alla fine dell'Ottocento.

February 24

IL COLLE AVVISA I LIDER DELL'UNIONE,UN'ALTRA CADUTA GOVERNO A CASA!

DAL QUOTIDIANO REPUBBLICA!!
 

Il presidente Napolitano

ROMA - "Ma siete sicuri che il governo avrà la fiducia?". Che fosse preoccupato lo si era capito da tempo. Dopo il capitombolo del governo al Senato, il suo allarme ha subito un'impennata. Così, ieri, negli incontri con i gruppi della maggioranza, ha rivolto a tutti la stessa domanda. Eh già, perché stavolta Giorgio Napolitano non vuole correre pericoli. Considera questo passaggio istituzionale totalmente sotto la sua responsabilità. Ha preteso dalla coalizione prodiana le massime assicurazioni. Per fornirle nello stesso tempo alla Casa delle libertà.

Per tutta la giornata, infatti, ha tenuto i "big" dell'Unione sulla corda. Alternative all'ipotesi del rinvio alle Camere non sono state vagliate. Il Quirinale, però, non ha esitato a manifestare tutte le sue perplessità. Al di là delle consultazioni ufficiali, i contatti con Palazzo Chigi e con i leader dell'Unione, a cominciare da Massimo D'Alema, sono stati continui. Anche con loro non ha nascosto i suoi dubbi sulla tenuta dell'esecutivo.

Sulla sua agenda ogni singolo senatore, allora, è stato "verificato" e segnato con un colpo di penna. I conti li ha tenuti in prima persona. A volte parlando direttamente con gli indecisi. Alcuni dei quali sono rimasti tali, come l'indipendente Luigi Pallaro. "Temo che sia una soluzione fragile", ha ribadito a ogni piè sospinto a molti dei suoi interlocutori. Pur accompagnando le sue considerazioni dall'ammissione che alternative praticabili al momento non esistono.

A Silvio Berlusconi, ad esempio, lo ha detto con la massima schiettezza: "Per me è una strada obbligata, non posso fare altrimenti". Tant'è che il Cavaliere dopo il faccia a faccia con il presidente della Repubblica, ha subito avvisato i "colonnelli" del suo partito e gli alleati: "Vogliono tenere in vita Prodi artificialmente. Ma se ricade, si va al voto". Un'interpretazione che in effetti non va molto lontano da quanto Napolitano ha spiegato ieri nei suoi incontri. "Se il voto di mercoledì scorso al Senato, è stato l'appello per il governo. Un eventuale prossimo incidente sarebbe la cassazione". Un modo per dire che questa è l'ultima chance per il Professore. Poi, basta.

Basti pensare che ha reclamato assicurazioni esplicite non solo sulla fiducia ma anche sul decreto che rifinanzia la missione in Afghanistan. Tema su cui l'Unione si è già messa all'opera ieri. Sul decreto non verrà posta la fiducia. Obiettivo: ottenere i consensi anche della Casa delle libertà. Ma la strada dell'autosufficienza verrà comunque tentata. Non a caso i capigruppo hanno già concordato di far slittare di qualche giorno l'esame del decreto arrivando a Palazzo Madama a ridosso della scadenza. Rendendo di fatto impossibile qualsiasi modifica. Gli emendamenti verranno concordati solo alla Camera e sono già stati contattati tutti i "dissidenti" (Rossi, Turigliatto e Bulgarelli) per concordare fin da ora le modifiche. Sta di fatto, che dalla prossima settimana la maggioranza proverà sempre ad "allargarsi".

Anche il documento presentato da Prodi agli alleati è stato nella sostanza reclamato dal Colle. Che ha preteso un "atto politico" che certificasse la permanenza in vita della coalizione prima di avviare la pratica del "rinvio". Non per niente anche il punto che rilanciava il completamento della Tav è stato mantenuto, nonostante le proteste dei Verdi, perché Marco Follini l'aveva posto come condizione per la sua adesione alla maggioranza: "Non ha davvero sentito ragioni", ha raccontato Pecoraro Scanio. Insomma, tutti passaggi che il centrosinistra ha dovuto consumare per saltare i paletti piazzati dal Quirinale.

Anche perché il timore principale di Napolitano riguardail futuro dell'Unione. La paura che il "dopo-Prodi" e la costruzione di un nuovo centrosinistra sia già iniziato. Le insistenze Ds, ad esempio, per tentare la via delle larghe intese sono state abbandonate solo ieri mattina. E chi sa se una prima prova generale dell'Unione che sarà, non ci sia già stamattina in occasione della presentazione al Teatro Brancaccio della "mozione 1" per il congresso Ds. Massimo D'Alema e Walter Veltroni si troveranno dopo tanto tempo uno fianco all'altro.

DAL QUOTIDIANO REPUBBUBLICA!
 
February 23

I 12 COMANDAMENTI !!!

Mentre continuano le consultazioni del Presidente della Repubblica Napolitano, i leader del Centro-Destra sono fermi sulle loro posizioni.

immagine

Casini, leader dell'UDC chiede che l'incarico venga "affidato a un'alta responsabilità". Bossi e company della Lega NORD respingono categoricamente con forza le larghe intese e invoca il ricorso immediato alle urne. Gianfranco Fini di AN non individua ancora lo sbocco della crisi ma avverte che non ci dovrà essere "una maggioranza che faccia affidamento sui senatori a vita". Lui dice che "L'Italia ha bisogno di un governo che goda di una maggioranza politicamente coesa e numericamente autosufficiente e indiscutibile". Forza Italia è contraria ad ogni reincarico a Prodi ma al momento non si pronuncia sul ricorso alle urne. La linea la dà Berlusconi, che fa intendere a Napolitano che "Non vi è alcun bisogno fare riedizioni di un esecutivo che ha fatto già abbastanza danni al Paese".

immagine

Il Cavaliere ha elencato in modo dettagliato tutti i DANNI commessi da questo governo di SINISTRA incapace di avere una linea politica omogenea "Ha compromesso la credibilità internazionale del Paese, ha aumentato le tasse ai cittadini, ha distrutto le riforme faticosamente realizzate dal precedente governo, ha bloccato la gran parte delle opere pubbliche già avviate", insomma adesso noi cittadini li dovremmo citare per danni, magari rivolgendoci da un Giudice di Pace, perché NO!

immagine

Naturalmente di parere contrapposto sono i leader dei partiti di sinistra che già ora staranno "sfilando" dal Capo dello Stato chiedendogli di dargli un'altra chance. Ma PRODI ha dettato le sue 12 regole, o meglio i suoi 12 COMANDAMENTI, che questa volta anziché dettarle a Mosè, li ha IMPOSTI agli irrequieti comunisti radicali:

1. "Rispetto degli impegni internazionali e di pace. Sostegno costante alle iniziative di politica estera e di difesa stabilite in ambito Onu ed ai nostri impegni internazionali",
2. "Impegno forte per la cultura, scuola, università, ricerca e innovazione",
3. "Rapida attuazione del piano infrastrutturale e in particolare ai corridoi europei (compresa la Torino-Lione)",
4. "Programma per l'efficienza e la diversificazione delle fonti energetiche: fonti rinnovabili e localizzazione e realizzazione rigassificatori",
5. "Prosecuzione dell'azione di liberalizzazioni e di tutela del cittadino consumatore nell'ambito dei servizi e delle professioni"
6. "Attenzione permanente e impegno concreto a favore del Mezzogiorno",
7. "Azione concreta e immediata di riduzione significativa della spesa pubblica",
8. "Riordino del sistema previdenziale e riforma PENSIONI
9. "Rilancio delle politiche a sostegno della famiglia attraverso l'estensione universale di assegni familiari",
10. "Rapida soluzione della incompatibilità tra incarichi, di governo e parlamentari, secondo le modalità già concordate",
11. "Il portavoce del presidente, al fine di dare maggiore coerenza alla comunicazione, assume il ruolo di portavoce dell'esecutivo",
12. "In coerenza con tale principio, per assicurare piena efficacia all'azione di governo, al presidente del Consiglio è riconosciuta l'autorità di esprimere in maniera unitaria la posizione del governo stesso in caso di contrasto",
Gli umtimi due punti sono un pò discutibili, soprattutto l'ultimo, alla faccia della libertà di pensiero e di opinione, detto in parole "povere": Se litigate come i bambini, ve sistemo io, e si fa quello che DICO io, ma non si fanno i DICO, povera Bindi, adesso la dovranno consolare!

 

February 18

VICENZA LA SOLITA MANIFESTAZIONE

Ieri, 17 febbraio 2007, è partita alle ore 14 la tanto annunciata manifestazione contro l'allargamente della BASE NATO U.S.A.. La questura parla di circa 80.000 manifestanti, gli organizzanti parlano invece di 100.000 partecipanti tra gruppi organizzati e famiglie con bambini che hanno sfilato, in un clima carnevalesco, pacificamente.

immagine

A parte un petardo fatto scoppiare contro la questura di Vicenza e qualche insulto ai poliziotti (come sempre accade in queste manifestazioni di sinistra) per fortuna degli abitanti di Vicenza non è accaduto nulla, o quasi nulla. E' vero che non c'erano il clima e le turbolenze di quel maledetto G8, che purtroppo finì in una specie di guerriglia tra manifestanti e polizia, distruggendo letteralmente la città genovese, ma è anche vero che non tutto è filato liscio come invece si vuol far credere.

La cosa più raccapricciante è la presenza di deputati e capi di partiti politici come Franco Giordano segretario di Rifondazione Comunista, e di Oliviero Diliberto segretario dei Comunisti Italiani. Raccapricciante perché un Governo non può e non deve mai manifestare contro se stesso. E' vero che c'è libertà di manifestare, libera e sacrosanta, ma come può un Governo essere preso sul serio in Italia e all'estero quando prima decide (a Caserta) le sue strategie e poi dopo un mese scende in piazza contro se stesso? Solo dei pazzi o imbecilli lo farebbero, ma si sa, i comunisti sono imbecilli, oltre alle loro idee utopistiche e scellerate.

immagine

Molti gli slogan e le scritte da far vergognare qualunque italiano fiero di essere tale: da "Governo Prodi: guerra per tutti università per pochi" a "Via le basi dall'Afghanistan", da "È tempo di passare alla lotta contro padronato, governo Prodi, basi e guerra" ad "Accettiamo una sola violenza, ora e sempre resistenza". Tra i vari striscioni ce ne sono anche alcuni di sostegno ai 15 terroristi infami arrestati nei giorni scorsi con l'accusa di terrorismo e sovversione allo STATO Italiano: "Libertà per i compagni", "Siamo comunisti non terroristi, il vero terrorismo è costruire basi di guerra", "Terroristi siete voi, libertà per i rivoluzionari".

immagine

Senza poi parlare delle scritte lasciate sui muri della Base NATO americana, scritte che inneggiavono sia alle BRIGATE ROSSE e sia alla morte del poliziotto Filippo Raciti, scritte vergognose, rilasciate da veri terroristi che sanno solo inneggiare alla violenza e all'odio di classe, alla faccia della tanto annunciata "manifestazione pacifista".

E' vero che non sono stati causati danni alla città vicentina e non sono scoppiati scontri tra forze dell'ordine e manifestanti, ma è tanto vero che queste frasi fanno, a volte, più male di un calcio nel sedere o di uno schiaffo. Non so cosa potrebbe mai pensare o imparare un bambino, che partecipa a quella manifestazione, quando, passando, legge quelle frasi VERGOGNOSE.

Un'altra cosa molto strana e nello stesso tempo contraddittoria per questi gruppi di sinistra, è il loro sconfinato ANTI-AMERICANISMO che si traduce ben presto anche in ANTI-SEMITISMO, forse duvuto al sostegno senza sconti, degli americani allo stato di Israele. Il 25 aprile sfilano per festeggiare la "loro liberazione" grazie all'aiuto e al sostegno dell'esercito americano, ieri manifestavano contro gli americano, in un clima di falso pacifismo. vi era gente che addirittura, ignorando del tutto la Costituzione, andava in giro con delle scritte "Lo Stato Italiano RIPUDIA la guerra". A me queste persone fanno letteralmente pena. Pena perché da un lato scrivono una frase che in quella situazione non è appropriata, dall'altro non sanno per nulla il significato vero. Ripudiare la guerra non vuol dire che uno Stato non può difendersi dal TERRORISMO che abbiamo sia in Italia e sia all'estero (Iraq, Afghanistan, Iran, Cecenia ecc...). Da che mondo e mondo la difesa di uno Stato non è mai stata organizzata sventolando le bandiere della Pace. Uno striscione diceva "Resisteremo un minuto in più del Governo Prodi", io invece spero che il Governo Prodi possa dimettersi, vista la sua incapacità ad affrontare il problema, rimpiangendo tantissimo chi lo ha preceduto, e allora facciamoci coraggio, tanto Prodi è di passaggio.

February 15

Ronaldo a Siena dall'inizio!!

Ronaldo a Siena dall'inizio"
Ancelotti punta sul brasiliano: "È quello che ha più talento tra i giocatori in circolazione. Ronaldinho? Chiedete a Berlusconi. Gattuso è l'anima della squadra. Il mio futuro? Dipenderà dai risultati"
Carlo Ancelotti a colloquio con Ronaldo. Ansa
Carlo Ancelotti a colloquio con Ronaldo. Ansa
MILANO, 14 febbraio 2007 - Carlo Ancelotti lo ha annunciato in "chat": "È probabile che Ronaldo possa giocare col Siena dall'inizio". Il Fenomeno è stato un po' il filo conduttore del botta e risposta organizzata questa mattina dal sito del Milan, in cui il tecnico ha espresso il suo parere, fra i tanti temi, su Ronaldinho e la Champions League. Ronaldo in campo, si diceva, ha catalizzato l'attenzione dei tifosi. Entusiasta Ancelotti: "Sta lavorando bene, è migliorato ed è molto motivato. È quello che ha più talento tra tutti i giocatori in circolazione". Con il brasiliano, insomma, il salto di qualità è garantito, anche perché le soluzioni sono molte: "Gilardino e Inzaghi sono due prime punte, Oliveira e Ronaldo sono più attaccanti di movimento. Penso che adesso giocheremo sempre con due attaccanti e una mezza punta".
IL SOGNO - Su Ronaldinho, l'altro oggetto del desiderio di via Turati, una risposta eloquente: "Bisogna chiedere a Berlusconi. Il mio rapporto con il presidente? E' cordiale, lo sento spesso al telefono. Talvolta discutiamo anche di questioni tecniche, come è giusto che sia".
IL FATTORE GATTUSO - Sostiene Ancelotti: "Da 1 a 10 la sua importanza per il Milan è 10. Rappresenta l'anima della squadra. È il giocatore che mi somiglia di più per caratteristiche e per volontà". Per poi aggiungere, rispondendo a una curiosa domanda. "Se fosse un piatto sarebbe sicuramente una 'mpepata di cozze!".
KALADZE OK - Ancelotti ne ha approfittato per fare il punto sulla situazione degli infortunati: "Kaladze è praticamente pronto. Ha smaltito l'infortunio. Penso che il ruolo migliore per lui sia quello di difensore centrale. Nesta invece mi auguro torni per fine marzo».
CAMPIONATO ED EUROPA - "Non posso giurare che riconquisteremo la Champions League, però faremo il possibile per rivincere, questo è certo. La Champions rimane il nostro obiettivo primario. In campionato il terzo o quarto posto non cambia molto, l'importante è entrare nelle quattro squadre che disputeranno la prossima edizione".
DIDA E' SEMPRE DIDA - Numerose anche le questioni sul portiere. Senza dubbo le risposte di Ancelotti: "Dida ha dimostrato di essere un grandissimo portiere, ma ora non sta bene. Storari si è comportato bene e potrà farlo anche in futuro. Ma il numero uno, se tutti stanno bene, rimane sempre Dida".
LA VIOLENZA - Sul tema di scottante attualità c'è rammarico, ma anche responsabilità: "Non penso sia giusto chiudere gli stadi ai tifosi, ma chi si comporta male deve essere punito. I tifosi sono importanti quando impiegano la loro passione e il loro entusiasmo ad incitare la squadra, non quando usano la loro voce per insultare gli avversari".
ANCELOTTI E IL FUTURO - La risposta è sintetica e realista: "Credo che la mia permanenza qui dipenderà molto dai risultati futuri. A me piacerebbe rimanere al Milan tanti anni ancora".
 
February 14

1943-1945 L'ORRORE DELLE FOIBE

Da sempre i libri di storia hanno riportato l'orrore dell'olocausto ebreo e gli orrori che l'esercito tedesco causò nel decennio (1933-1943) in numerose parti d'Europa. Ma altri ORRORI che il COMUNISMO commise e continuò a commettere anche dopo la fine delle ostilità, non vennero mai citati dai libri di storia diffusi nelle classi italiane. Orrori che hanno subìto anche i militari e i civili italiani, quella parte di italiani, che credevano nei valori della PATRIA, valori che spinsero milioni di loro a dar vita alla REPUBBLICA SOCIALE di SALO'.

Le aree interessate a questo orrore furono le zone NORD-ORIENTALI Italiane, esattamente la Dalmazia e L'Istria. Quelle aree erano occupate sia da minoranze italiane e sia da popolazioni slave. Con la firma dell'armistizio (8 settembre 1943) il SANGUINARIO COMUNISTA TITO, maresciallo slavo trovò il modo per ASSASSINARE migliaia di militari e civili italiani occultando i cadaveri nelle cosi-dette FOIBE (delle cavità carsiche). Secondo fonti storiche gli "infoibati" furono in totale circa 20.000. Mentre circa 350 mila italiani lasciarono le loro case dopo il passaggio alla Jugoslavia delle province di Pola, Fiume, Zara e parte di quelle di Trieste e Gorizia. Una specie di vendetta annunciata da parte dei comunisti slavi.

immagine

Il dramma del popolo giuliano-dalmata fu scatenato da un moto di odio e furia sanguinaria e un disegno annessionistico slavo che prevalse innanzitutto nel trattato di pace del 1947 (Trattato di Parigi), e che assunse i sinistri contorni di una pulizia etnica contro gli italiani.

L'Italia perse anche la Dalmazia, dopo la firma di quel MALEDETTO Trattato, negando le origini e l'identità italiane a migliaia di famiglie che vivevano in quelle zone, praticamente un CRIMINE contro l'Italia, rea di essere alleata della Germania Nazional-Socialista. La Storia, come sempre, la scrivono i vincitori, e per vari motivi, per 60 anni questo ORRORE è stato tenuto nascosto agli studenti e al popolo italiano. NEl 2005 il Parlamento Italiano ha fissato questa data 10 FEBBRAIO come il "Giorno della Memoria delle FOIBE".

L'intento persecutorio contro gli ex-fascisti italiani e l'asservimento del Partito Comunista Italiano all'URSS fino alla fine degli anni'80 ha contribuito di molto a nascondere questo orrore. Tutto questo per paura da parte dei comunisti italiani di dover perdere immediatamente, nel corso degli anni, il consenso politico ed elettorale.

Le foibe - sintetizza lo storico triestino Roberto Spazzali - furono il prodotto di odii diversi: etnico, nazionale e ideologico. Furono la risoluzione brutale di un tentativo rivoluzionario di annessione territoriale. Chi non ci stava, veniva eliminato.

.

December 16

A RUOTA LIBERA

Un'amica mi ha detto che lei usa lo spaces,e i blog,come un modo di esternare le proprie idee,gli stati d'animo,gli avvenimenti riguardati se e i suoi cari,cose di questo genere,bhè in questa occasione voglio farlo anch'io. Lo faccio,su ciò che fino a pochi mesi fa,non credevo fosse possibile:l'amicizia in chat! Per me l'amicizia è un affetto vivo,una reciprocità di stima,condivisione di idee e ideali,di valori e sentimenti,sia belli che meno belli,ma anche di incomprensioni e discussione,come ultimamente mi è accaduto con una siciliana a Torino. Il mio intento con questo blog,è fare un bilancio su questa nuova dimensione dell'amicizia,ed  esso è estremamente positivo.... A quei contatti che assiduamente mi rendono partecipe delle loro vite,dei loro sentimenti,delle loro quotidianeità,dei loro lavori,delle loro aspettative future,dei loro progetti di matrimonio, io dico GRAZIE. Grazie,per avermi dato un posto nelle vostre vite,dicendomi belle parole e donandomi attestazioni di stima, mostrandomi il vostro mondo, visto dai vostri occhi,e descrittomi dalle vostre mani,per me tutto ciò ha un significato,se voi gliene date.   Tutto è novità per me,novità incommensurabilmente piacevole, perchè mi rende vivamente coinvolto nelle vostre situazioni più disparate! E a chi mi ha chiesto consigli e continuasse a farlo,io risponderò come se rispondessi a mia moglie,cosa più importante per me al mondo. E se di consiglio bisogno farò,bhè quel cosiglio paura di chidere non avro' , ad amiche sincere che ora ho! Con queste parole sentite,vi auguro il meglio per le vostre vite.... con affetto FRA'                              
November 25

BRUCIATI MANICHINI DI SOLDATI ITALIANI

Qualche giorno fa,sono stati dati alle fiamme manichini vestititi come i nostri militari,e lo slogan:IL TRICOLORE DA GUARDARE QUELLO SULLE BARE!:Tutto questo è succeso a Roma in quello che doveva essere una manifestazione pacifica PRO-PALESTINA,con cori che innegiavano al terrorismo,e ancora fiamme a soldati fantoccio AMERICANI ed ISRAELIANI.In prima fila il sig.DILIBERTO,(segretario del partito COMUNISTI ITALIANI)con il suo stuolo di lacchè,immersi in una miriadi di bandiere dei COMUNISTI ITALIANI e dei COBAS.Il TG1,diretto da Gianni RIOTTA,sceglie di aprire il notiziario delle 20,con il matrimonio di Tom Cruise,e non dando il giusto rilievo (APERTURA=1^PAGINA)ai fatti accaduti di ROMA.  Se un manipolo di delinquenti dei  CENTRI SOCIALI inneggia alla Strage di NASSIRYA,manifesta affettuosa vicinanza alla bandiera italiana "solo per i FERETRI"se soprattutto,a questo incidente e rivoltante manifestazione partecipa il segretario di un partito di GOVERNO,in un paese di normale civiltà ci si attende che la prima VOCE a levarsi chiara sul coro delle condanne sia proprio quello del capo di GOVERNO,non il giorno seguente,dopo che ormai le polemiche sui quotidiani danno il giusto risalto ,(a differenza del TG1)ma un minuto dopo le prime notizie "battute"dalle agenzie di stampa.     Il fatto è she senza quel partito,semza quei voti,il nostro PREMIER non può permettersi più di governare,allora a farla da padrone,sono questi gruppi di ESTREMISTI,che mai nella striria di una Repubblica, hanno un ruolo di predominionelle scelte POLITICHE,ECONOMICHE ed ISTITUZIONALI.  IL MIO INTERVENTO VA OLTRE GLI SCHIERAMENTI POLITICI,MA VA NELLA DIREZIONE DI DARE DIGNITA' AI CADUTI ED AI LORO FAMILIARI,CON L'USPICIO CHE NESSUN POLO POLITICO,SI ALLEI CON ESTREMISTI COME QUESTI BASTARDI E PEZZI DI MERDA !!

November 16

IL MIO 1° BLOG

Per alcuni giorni ho pensato al tema del mio 1°  BLOG,avevo pensato alla politica,sicuramente ci sarebbero state discussioni su diverse prese di posizione; avevo pensato al calcio, e di questi tempi gli argomenti si sprecano;avevo pensato all'ecologia e anche qui siamo tutti d'accordo che il problema esiste ed è anche serio,ma poi ,dopo essermi rivisto il film THE DA VINCI CODE ho focalizzato il tema : "IL GRAAL"! Il  GRAAL(LA COPPA) sara mai esiata? E' una leggenda ? E' una semplice icona religiosa? Quanto mito ? Speranze riposte in un oggetto immerso a tal punto nelle nebbie del mistero da lasciare  irrisolto ogni tentativo di spiegare l'essenza e la sua enigmatica scomparsa. L'interpretazioni sono molteplici la più diffusa ,quella Cristiana,che  vede il "SANTO" GRAAL come la coppa in cui il CRISTO vi bevve nell'ultima cena.Sarà questa la verità?Io vi chiedo di cercare altre  interpretazioni,e storie in cui l'esito sia convincente ,o anche ,semplicemente dire come la pensate su questo tema,con la fede o con il cuore ,e se tutto quello che la chiesa ci ha sempre detto è sempre corrisposto a verità! Credo che in tanti si possa ampliare un discorso che da secoli scorge parecchi interrogativi,e che DAN BROWN ha saputo metterli insieme creando una catena di lettori, molti dei quali qualche dubbio nella loro fede l'hanno  avuto!

Image and video hosting by TinyPic